19/05/2012
LEPPY END
Lo chiamavano leppy end perché si commuoveva sempre davanti ai finali romantici.Lo chiamvano leppy end perché passava tutte le sere al cinema a piangere.Quando divenne vecchio e perse la vista decise di pagare un ragazzo perché lo accompagnasse in sala a vedere tutti film strappalacrime che davano.Era il ragazzo a chiamarli così, ma a lui quel termine non piaceva.Il ragazzo all’inzio nemmeno sapeva che il suo soprannome era leppy end.Era venuto da terre lontane e troppo affamato per afferrare queste sottigliezze, così pareva.Il ragazzo spiegava tutto e leppy end stava zitto ad ascoltare.Capiva dalla voce del ragazzo che a lui non gliene fregava nulla di quei film strappalacrime, anche se ci metteva tanto impegno.Un giorno il ragazzo morì.Qualcuno disse che si era messo in brutte storie coi mafiosi di Coney Island, cose del genere.Forse erano gli stessi che due settimane dopo bruciarono il cinema e ne ferirono a morte il proprietario.Adesso leppy end si faceva accompagnare al cinema due isolati più in là.Lo teneva per mano una ragazza di nome Tilda, una sbandata che sapeva a malapena scrivere.Aveva diciassette anni e a leppy end ricordava la protagonista di un romanzo letto tanti anni prima, ma non ne ricordava più il nome.Tilda amava i film d’amore ma proprio per questo si distraeva facilmente e se ne andava per conto suo coi pensieri.Leppy end stava zitto, e si accontentava,immobile nella sala buia a piangere.Poi Tilda rimase in cinta e tornò al suo paese.Disse che non sapeva chi era il padre e che lei era la dimostrazione vivente che esistevano ancora le ragazze ingenue.Come nei film, disse leppy end.Ora che non si poteva più muovere e non aveva nessuno che lo accompagnava, passava parecchio tempo davanti alla tv, ma questo non gli impediva di commuoversi.Lo trovarono morto i vicini di casa.Aveva una cartolina in mano con scritto “saluti,signor leppy end.Tilda.Arthesia,New Mexico”.
Dedicato a Demi Moore
03:26 Scritto da: bobryder in pezzi di hamburger nelle tasche (miniracconti) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
17/05/2012
CANNES,GIURIE ED USCITE DI SICUREZZA
e Nanni Moretti,decise, in quanto presidente del festival di Cannes,
che si dovranno vedere tutti i film in concorso dall'inizio alla fine.
e se a qualcuno un film fa vomitare, oppure deve andare a pisciare?
misteri della cinematografia mondiale o,semmai, ennesima serie della
già lunga costola della commedia nostrana dal titolo
"italiani all'estero;usi e costumi".
20:06 Scritto da: bobryder in bande annonce(note di cinema) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
LE FICHE NON LAVORANO MAI DA MC DONALD’S
Le fiche non lavorano mai da mc donald’s
Puoi vederle concentrate a scegliere una borsa di Prada
Le fiche non lavorano mai da mc donald’s
Tutto quell’odore di fritto e sfrigolio di grasso e patatine e salse
Non fa proprio per loro
Potete vederle per quindici secondi nei provini dei reality
Oppure dimenare il culo in qualche discoteca
Magari a prostituirsi per poco o per parecchio
Per i camionisti o i pezzi grossi della città
Al massimo addentare un royal deluxe e vomitarlo al cesso poi
Dietro il banco ragazze anonime come la carta stagnola
Che sono lì per provare a fare una vita normale
Coi cappelli unti e i contratti vomitati fino all’ultimo carattere
Da sfruttatori di risorse umane,sindacalisti e governi
Come per un tacito accordo di gioco di ruolo
Come dentro un acquario senza troppa luce
Le fiche non lavorano mai da mc’donald’s
Camminano dritto per dritto
Verso le loro vite ambziose e lunari
Dicendo messe laiche per una 38 o perlomeno una 40
I loro curriculum sono fatti in serie dall’estetista
E dal chirurgo
Ricordi di infanzia caduti in una svendita
Papà generosi e persuasivi che gli hanno pagato le tette nuove
Veloci, per i quartieri del mondo, come rondini nella stagione delle migrazioni
Anonime e fiche si incrociano,osservandosi,
Sapendo per giovane ma già eterna esperienza
Il patto tacito della Vita
I nomi della felicità o infelicità a cui accederanno
Per porte rigorosamente separate
E mai di cartapesta
No, non ci sperate,
Le fiche non lavorano mai da mc donald’s
Le più remissive o meno curate
Puoi trovarle passare quella che chiami esistenza
Accanto a un marito “nonsisacosa”
Oppure commesse nei negozi di scarpe
Alcune hanno lasciato andare le loro occasioni
Come si lascia andare un respiro
E ora vagano sorridenti e sole con la loro bellezza
Per la Città delle Eterne Promesse
Le fiche non lavorano mai da mc donald’s
Devono ottimizzare lo zenith delle loro carni
Rispettare il ruolo che la società gli attribuisce
Alcune,le più sagge, si ribellano
A volte ce la fanno e fuggono per strade inaspettate
A volte tornando a casa abbattute come alberi spezzati da tempeste di neve
Così, sedute su una panchina,
La ragazza invisibile e la strafica
Parlano, e ora sembra che si sorridano,
Si scambiano i libri di Nabokov e le loro storie
Il tempo le vede lì ferme, immobili
Sembra quasi si commuova e si voglia eclissare;
Ma è tutto un inganno
E il giorno scorre
E la panchina è vuota
E quelle ragazze sono diventate vecchissime
E finalmente uguali
Ogni riferimento,contenuto in questa poesia, a fatti, persone e aziende realmente esistenti è da ritenersi puramente voluto, in particolar modo con riferimento a una sede frequentata dall’autore.
03:29 Scritto da: bobryder in motel locusta(quotidianità) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
12/05/2012
FUORI ORARIO RAI 3 ORE 2,30(circa) LA GAIA SCIENZA
1968
L’immagine principale
Di questo rendez vous personale di poesia
È presa da un altro film
Ma la ragazza tra le sbarre
È Juliet Berto
E il film che danno stanotte
È uno dei suoi più importanti
Se allora sarete a ballare
O fare la fila per i cornetti
Magari a vomitare su una strada secondaria
O in quella terra di nessuno
Che è il commento all’uscita di un cine
Bene, registratelo,se potete
Alle 2,30
Quarto d’ora più quarto d’ora meno
Anno più anno meno
1968…
17:25 Scritto da: bobryder in bande annonce(note di cinema) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
09/05/2012
9 maggio 1921
Quando i fogli caddero in mezzo all'aria
era un inverno tedesco
e doveva esserlo per forza
e anche un poco per amore
accorgersi di non morire, pregare
quando i fogli volarono
e la testa reclinata
non si chinò mai, veramente
A Sophie
17:47 Scritto da: bobryder in il poeta deve decidere(poesie politiche) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
06/05/2012
LE LUNGHE DOMENICHE D'INVERNO
“Adesso conosci alcuni pensieri di una maestra durante i lunghi pomeriggi in cui il telefono tace e intorno c’è buio e silenzio”
(Ingrid Thulin, monologo da “Luci d’inverno” di Ingmar Bergman)
La primavera è cominciata
Ma è come se non fosse mai arrivata
(Per me)
È come un’illusione
Il sole lancinante
Che giunge inaspettato
Intanto mi lavo i piedi
Guardo l’acqua tiepida e la schiuma
Risucchiate dallo sbocco del bidet
19:53 Scritto da: bobryder in Luca è stato qui(autobiografiche) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
LA MALINCONIA, LA SOLITUDINE
Gli artisti falliti
Hanno come compagna la malinconia
Ma gli artisti mai arrivati
Hanno come compagna solo la solitudine
19:50 Scritto da: bobryder in Luca è stato qui(autobiografiche) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala








